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Doppia festa Tricolore quest’anno: la scissione della destra

Il panorama politico italiano negli ultimi anni è cambiato in modo molto rapido e anche radicale, e segnale molto forte soprattutto dei notevoli mutamenti che si sono verificati in seno alla destra è un doppio evento che si è svolto nel mese di settembre 2016, che dimostra come ormai vi siano anime completamente opposte che non hanno più alcuna speranza di ricomporsi.

Un tempo c’era il partito chiamato MSI (Movimento Sociale Italiano), fondato da Giorgio Almirante, il quale era stato capo di gabinetto del MinCulPop presso la repubblica di Salò, in epoca fascista. Dall’MSI di Almirante è nato Alleanza Nazionale, il cui leader a lungo è stato Gianfranco Fini, dallo stesso Almirante indicato come suo successore. Negli anni seguenti il direttorio di Alleanza Nazionale ha sempre trovato il suo momento di incontro nelle Feste Tricolore, che fin dal 1981 si svolgono nella cittadina di Mirabello. Ormai è storia ciò che è accaduto in seguito: per Fini e il suo partito ci sono stati anni gloriosi in seno al PDL, Popolo delle Libertà, e al fianco di Silvio Berlusconi, fino alla scissione avvenuta nel 2010. La rottura tra Fini e Berlusconi fu piuttosto burrascosa: il primo disse che far parte di una coalizione non significava non poter mai mettere in forse le parole del leader. Se fino a quel momento le Feste della Libertà del PDL e le Feste Tricolore di AN si erano svolte in buona armonia, da quel momento in poi c’è stata una diaspora di quei partiti che un tempo orbitavano tutti intorno a Forza Italia di Berlusconi. Le Feste Tricolori hanno pian piano perso risonanza e importanza, pur continuando a ripetersi anno dopo anno, fino ad arrivare al settembre 2016, quando in programma sono state messe ben due Feste Tricolori. La prima si svolge nella storica location di Mirabello: è stata voluta e organizzata da Vittorio Lodi, che ha offerto come sede la sua stessa azienda agricola. Lodi è rimasto uno dei pochi fedelissimi a Fini e ha voluto la festa anche quest’anno. La manifestazione, priva di bandiere, si è tenuta tra l’8 e l’11 settembre all’insegna della campagna referendaria a favore del “No” sulle riforme alla costituzione volute dal governo Renzi. Alla Festa Tricolore di Mirabello sono intervenuti Gianni Alemanno e lo stesso Fini. Negli stessi giorni però c’è stata anche un’altra Festa Tricolore, che si è svolta a Ferrara sotto i simboli del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Quando agli organizzatori è stato chiesto perché sia stato scelto proprio lo stesso nome della storica manifestazione di Mirabello la risposta è stata che la bandiera tricolore appartiene a tutti gli italiani e quindi il suo utilizzo non è esclusiva di nessuno. In effetti, sulla carta la festa è stata voluta dal comitato “Ferrara per il No” e quindi ha lo stesso scopo di quella di Mirabello, ovvero portare avanti le ragioni per le quali al referendum del 4 dicembre bisognerebbe votare contro la riforma costituzionale. La realtà però è che ormai all’interno della destra c’è una frattura insanabile. Alla manifestazione di Ferrara sono intervenuti l’ex senatore PDL Alberto Balboni, che in passato era stato tra i principali promotori della festa di Mirabello, l’ex ministro del PDL Anna Maria Bernini, l’ex ministro Ignazio La Russa e lo scrittore Magdi Cristiano Allam. Due Feste Tricolori che, pur portando avanti le stesse istanze, fanno capire quanto sia diventato difficile superare i particolarismi e fare fronte comune.