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Festa della Libertà 2011 a Mirabello

Tra il 7 e il 10 luglio 2011 si è svolta a Mirabello (che si trova in provincia di Ferrara) la Festa della Libertà intitolata “Il nostro canto libero”. A questo evento ha presenziato Angelino Alfano, a quell’epoca Ministro della Giustizia e segretario del Partito delle Libertà. Oltre a lui, dal palco della manifestazione hanno parlato anche molti altri rappresentanti del centro destra: Maurizio Gasparri, Anna Maria Bernini, Ignazio La Russa.

Tra gli intervenuti, c’erano anche rappresentanze degli aderenti al partito provenienti da altre regioni d’Italia: ad esempio, molto nutrito era il gruppo proveniente dalla Basilicata, e particolarmente agguerrito. I rappresentati della regione Basilicata erano Gianni Rosa e Mario Venezia, consiglieri regionali, ched hanno tenuto dei discorsi molto appassionati circa la loro visione della cose, e soprattutto circa quella che consideravano la strada che il partito avrebbe dovuto seguire nei mesi e negli anni a venire. Secondo i due consiglieri in quel momento storico si stava vivendo una svolta epocale per il PDL, personificata proprio dall’opera di Alfano. Il PDL si stava ponendo cioè come vera forza di riferimento per tutto il centrodestra europeo, una reale alternativa ai partiti di centrosinistra che troppo a lungo avevano avuto in mano le redini del potere. La sostanza di tale cambiamento veniva vista nel definitivo superamento dell’ormai vecchia dicotomia esistente tra Alleanza Nazionale e Forza Italia. Per Rosa e Venezia era cioè importante capire che nel centro destra non esistevano più due anime disgiunte, ma un’unica volontà, impersonata dalla denominazione comune di Partito delle Libertà, che poteva avere il potere di cambiare le cose in tutta Italia, e in Europa, e anche nella regione di loro interesse, ovvero la Basilicata. Una volta raggiunta la coesione interna, lo step successivo doveva essere l’allargamento della base e dei consensi, con un’apertura maggiore anche ad altre forze politiche. Il PDL non avrebbe dovuto temere le diversità e le divergenze di opinioni, nel momento in cui vi fosse rispetto reciproco ma soprattutto vi fosse stata una base comune di intenti. Tutto questo era necessario soprattutto per ridonare fiducia agli elettori; fiducia già in parte riconquistata grazie ad alcune azioni intraprese a livello normativo. Riferendosi più nello specifico alla realtà della Basilicata, Venezia e Rosa hanno ricordato come un’urgenza molto sentita al momento fosse quella legata alla crisi occupazionale: la gente si aspettava risposte concrete dalla classe politica per uscire da una situazione di precariato, nella migliore delle ipotesi, quando non dall’assenza totale di possibilità lavorative. In passato, il PDL era stato tiepido e lento nel rispondere alle esigenze della gente comune, impelagato nella necessità di trovare sempre alleanze nuove, e di non turbare equilibri preesistenti. In questo modo però aveva perduto gran parte dei consensi posseduti in precedenza, e alla fine aveva finito per consegnare al centro sinistra buona parte del suo pubblico di elettori. Ma adesso i tempi, secondo Rosa e Venezia, erano cambiati, e il PDL aveva forza e risorse sufficienti per imporsi come un reale partito politico di cambiamento. La sostanza dell’intervento dei due consiglieri lucani era tutta nella necessità di superare realmente e definitivamente le diatribe e le divisioni del passato, per costruire insieme un nuovo futuro per il Partito delle Libertà, affinchè la gente potesse tornare a riconoscersi nei valori da esso professati e portati avanti.