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Festa Azzurra a Corato: il nodo del referendum

Una delle ultime Feste Azzurre di Forza Italia che si è svolta l’anno passato c’è stata il 15 ottobre a Corato (città metropolitana di Bari) quando, in Piazza Vittorio Emanuele, si sono riuniti diversi rappresentati tanto locali che nazionali del partito per discutere prevalentemente di un argomento, ovvero il referendum costituzionale che si sarebbe dovuto svolgere il 4 dicembre successivo. Il referendum, lo ricordiamo, verteva su alcune modifiche da apportare alla Costituzione Italiana volute e promosse dal Governo Renzi, che quindi stava facendo campagna elettorale a favore del “si”.

Contro l’approvazione delle riforme, e quindi a favore del “no”, vi erano tutte le forze politiche di opposizione a partire da Forza Italia. Chiarissima in particolar modo la posizione del leader del partito Silvio Berlusconi, il quale non è potuto intervenire di persona ma ha affidato le sue riflessioni ad una lunga lettera che è stata letta dalla sua portavoce alla Festa Azzurra di Corato, l’onorevole Elvira Salvino. Nella lettera Berlusconi, oltre a ringraziare i rappresentanti di Forza Italia di Corato per aver organizzato la festa, enumerava le ragioni secondo le quali sarebbe stato opportuno votare no al referendum costituzionale. Subito dopo si sono susseguiti una serie di interventi che hanno contenuto più o meno gli stessi argomenti, tutti volti ad argomentare il perché del “no” al referendum proposto da Matteo Renzi. Il primo a parlare è stato il senatore Antonio Azzollini, il quale ha esordito analizzando alcuni aspetti “tecnici” della riforma costituzionale proposta che, a suo parere, non erano convincenti. Uno degli argomenti sui quali maggiormente aveva puntato Renzi per sponsorizzare le sue riforme era la possibilità di risparmiare sugli stipendi di parlamentari e politici; in realtà però Azzollini ha dimostrato come il risparmio promesso non sarebbe stato che minimo. Allo stesso modo non reggeva, secondo il suo parere, il discorso relativo all’accelerazione che avrebbe avuto la procedura di approvazione delle leggi: secondo Azzollini il problema non era tanto questo quanto l’eccessivo numero di norme esistenti, spesso contraddittorie tra di loro. Verso il termine del suo intervento, infine, Azzollini ha toccato un punto che è stato ripreso anche dai relatori che lo hanno seguiti, ovvero il fatto che la riforma proposta da Renzi sembrava avere un carattere troppo accentratore del potere nelle mani di pochi. Il senatore ha parlato apertamente di “dittatura” mascherata dietro l’aspetto di una democrazia. Dopo di lui sul palco di Corato è salito l’onorevole Luigi Vitali, il quale ha invitato tutti i sostenitori di Forza Italia ad andare a votare, optando per il “no” alle riforme in quanto, ha detto, la Costituzione era stata approvata nel 1948 dopo due anni di intenso lavoro, anni durante i quali persone qualificate avevano discusso sui contenuti più opportuni da introdurre. Coloro che avevano creato la Costituzione avevano lavorato nella direzione del bene di tutti, ponendosi un obiettivo sociale: secondo Vitali, che pure ha ammesso la necessità di una riforma costituzionale, i cambiamenti proposti da Renzi avevano unicamente un senso politico. Vitali ha denunciato anche un altro aspetto della riforma proposta, che secondo lui mirava solo a rendere i poveri ancora più poveri, e i ricchi sempre più ricchi. L’ultimo intervento è stato quello di Francesco Paolo Sisto, il quale si era dimesso dal ruolo di Relatore di maggioranza al DDL Boschi sulla Riforma del Senato. Anche Sisto ha denunciato l’aspetto prettamente politico della riforma costituzionale per approvare la quale gli italiani erano stati convocati al referendum, paragonando l’azione di Renzi a quella del “Grande Fratello” di orwelliana memoria. Al referendum del 4 dicembre vinse il “no”.