Messaggio

Home

La Festa della liberazione del 25 aprile 2015

Una delle feste civili più importanti per l’Italia si festeggia il giorno 25 aprile, quando si commemora una data simbolica. Il 25 aprile 1945, alle 8 del mattino, fu dato via radio un annuncio da parte del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia: ovvero, di ribellarsi ai nazi-fascisti e di agevolare quindi l’arrivo delle truppe alleate.

Da quel momento in poi, la penisola venne progressivamente liberata dal giogo della dittatura, la guerra ebbe fine, e si poté cominciare a pensare alla ricostruzione. Una festa molto significativa, dunque, per quello che è l’assetto istituzionale che oggi ha l’Italia, e che viene sempre celebrata con la sentita partecipazione delle autorità. Quest’anno, 2015, si celebravano i settanta anni della festa; doveva essere un momento di gioia e di memoria, ma purtroppo, visto il momento difficile che il Paese sta attraversando, non sono mancati neppure i momenti di tensione e le polemiche. Dal nord al sud, i più eminenti personaggi politici hanno voluto presenziare in diversi luoghi e a diverse commemorazioni: il fulcro della giornata, ovviamente, si è avuto a Roma, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto la tradizionale corona d’alloro sull’Altare della Patria, insieme al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al presidente del Senato Pietro Grasso, ed al ministro della Difesa, Roberta Pinotti. In seguito, Mattarella è andato a Milano, dove invece ha tenuto un discorso al Piccolo Teatro. Le parole di Mattarella hanno ricordato un aspetto molto importante a cui questa festa dovrebbe sempre far pensare, ovvero al fatto che la libertà è un bene ed un valore prezioso, ma che non si può pensare di averla conquistata per sempre, perché va coltivata nella vita quotidiana. La platea ha risposto intonando quello che da sempre è considerato l’inno partigiano per eccellenza, “Bella Ciao”. A Roma e Milano hanno anche manifestato le Brigate ebraiche, e il loro passaggio ha creato qualche tensione, per fortuna senza conseguenze. La contestazione non è stata gradita da Renzo Gattegna, presidente dell’Ucei (Unione Comunità ebraiche italiane), il quale rimprovera a chi se ne è reso protagonista la mancanza di memoria storica. Molto critici invece, in generale, nei confronti delle varie manifestazioni che si sono svolte per il 25 aprile il rappresentante della Lega Nord Roberto Calderoli, e quello del Movimento 5 Stelle Vincenzo Maurizio Santangelo. Entrambe, pure se con parole diverse, hanno criticato l’eccesso di retorica, davanti ad una realtà quotidiana del paese che sembra spesso mettere in discussione i valori che la Festa ella Liberazione intende celebrare. Le autorità, dal canto loro, hanno invece voluto omaggiare alcuni luoghi-simbolo della Resistenza: il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi si è recata a Sant’Anna di Stazzema, mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini ha tenuto un discorso presso Casa Cervi, a Gattatico, dove vissero i fratelli Cervi, martiri della Seconda Guerra Mondiale. La Boldrini ha voluto ricordare una grande piaga che affligge l’Italia e il mondo intero, il fenomeno dell’immigrazione clandestina, invitando a non pensare ai giovani che scappano dai loro Paesi come a uomini in fuga, ma come a partigiani moderni, che lottano a loro volta per il più prezioso dei beni: per la libertà.