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Berlusconi alla Festa della Libertà di Benevento del 2009

Tra l’8 e il 10 ottobre del 2009 si è tenuta la Festa della Libertà a Pietrelcina, in provincia di Benevento, che si è conclusa nella giornata di sabato con un intervento dell’allora leader del Popolo della Libertà (PDL), Silvio Berlusconi. La manifestazione ha avuto inizio giovedì 8 ottobre alle ore 17:00 con le parole dei primi tre relatori: il sindaco di Pietrelcina Gennaro Fusco, il vice coordinatore provinciale del PDL Salvatore Verrillo ed il sottosegretario Pasquale Viespoli.

Il programma della festa è poi proseguito con il dibattito “Federalismo, la sfida della responsabilità”. Alle 19:30 si è svolto poi il convegno “Il mondo agricolo tra crisi e rinnovamento. Quali prospettive per il Mezzogiorno?”. Il giorno seguente, venerdì 9 ottobre, ha visto lo svolgimento dell’assemblea comune dei dirigenti e degli eletti del PDL del Sannio, seguita dall’incontro intitolato “I ritardi del Sannio: come colmarli?”. Nel pomeriggio è seguita la presentazione del libro “Il viaggio del Popolo della Libertà”, e a chiudere la giornata c’è stato l’intervento del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, con il dibattito su “Lavoro, legalità e produttività per far ripartire il Sud”. Il clou della festa c’è stato nella giornata di sabato 10 ottobre, dove gli appuntamenti in programma si sono svolti in due location diverse, il Palavetro di Pietrelcina ed il Palatedeschi di Benevento. In quest’ultimo luogo, dopo il convegno “Donne, politica, meritocrazia” a cui sono intervenuti, tra gli altri, Vittorio Sgarbi, Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè, alle 19:00 c’è stato l’intervento conclusivo di Silvio Berlusconi. Il premier ha toccato, in un accorato monologo, la maggior parte dei temi a lui più cari, i suoi cavalli di battaglia, spesso sostenuto dalla platea ma a volte anche contestato. Per prima cosa ha parlato della necessità di combattere il disfattismo imperante sui giornali locali, e di conseguenza su quelli esteri, e la mancanza di appoggio al lavoro del suo governo. Berlusconi ha infatti proclamato la necessità di trasmettere verso l’esterno un’immagine fiduciosa e positiva dell’Italia, poiché i Paesi esteri sono soprattutto i potenziali acquirenti dei prodotti nazionali. Infatti poi Berlusconi ha continuato difendendosi dai continui attacchi interni nei confronti suoi e dei suoi collaboratori; ad esempio ha parlato della bocciatura del Lodo Alfano, che era stato respinto dalla Consulta dopo mesi di lavoro. Il premier ha deprecato il fatto che non si può rigettare un progetto andato avanti per molto tempo, quando tutte le parti sembravano d’accordo sulla necessità della sua messa in atto. Non è mancata quindi l’immancabile tirata contro il partito di opposizione, il PD, che Berlusconi ha accusato di non essere affatto “democratico” come vorrebbe sembrare attraverso la sua denominazione, ma di essere rimasto prigioniero delle vecchie modalità proprie del partito comunista. Altro “nemico” storico da additare nei suoi discorsi è la Magistratura, che anche alla festa della Libertà di Pietrelcina non ha mancato di essere chiamata in causa. Nonostante i continui attacchi, che sembravano voler far nuovamente cadere il governo come già era accaduto nel 1994, Berlusconi ha assicurato i suoi elettori che quella volta avrebbe portato a termine il suo mandato. Le ultime tematiche toccate dal premier sono state la lotta alla mafia, che era un impegno ben preciso che il governo di centrodestra si era assunto, e il capitolo sulle intercettazioni. Secondo Berlusconi in nessun Paese civile una così palese violazione al diritto alla privacy può essere tollerata; per questo si sarebbe impegnato affinché le intercettazioni potessero essere consentite solo nel caso di reati molto gravi. Ha poi concluso il suo intervento parlando dell’energia nucleare, accusando gli ecologisti di aver impedito all’Italia di fare dei passi in avanti in quella direzione.