Messaggio

Home

Fini e Berlusconi alla Festa della Libertà di Milano del 2009

Tra il 24 e il 27 settembre del 2009 si è svolta a Milano, presso il Palalido, la Festa della Libertà a cui sono intervenuti molti dei personaggi di maggior spicco del Popolo della Libertà (PDL), che all’epoca era al governo. In quel momento all’interno del polo si erano da poco fuse delle realtà politiche simili ma diverse. In particolar modo c’era stata l’alleanza tra Forza Italia di Silvio Berlusconi e Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini.

Proprio in occasione della festa, quando entrambe sono intervenuti sul palco, si è notata però una certa freddezza del leader di AN, che sembrava non essere ancora perfettamente inquadrato nella nuova situazione, mentre Berlusconi dal canto suo ha lanciato solo dei vaghi rimandi alla fedeltà e allo spirito di corpo. Fini è intervenuto alla Festa nella giornata di sabato 26 settembre, e non è riuscito ad emozionare la platea. Il suo modo di fare, soprattutto le parole che ha espresso, hanno dimostrato come questo personaggio non fosse ancora arrivato a ricoprire il ruolo a cui di certo in quel periodo ambiva, ovvero di potenziale successore di Silvio Berlusconi alla guida della coalizione. Tutti i concetti contenuti nel suo intervento sono sembrati in qualche modo estranei, di certo lontani, dalla politica complessiva del Popolo della Libertà. Le sue esternazioni in materia di cittadinanza agli stranieri, contro la quale era in forte polemica, ha suscitato il dissenso non solo della platea ma dei suoi stessi compagni, in primis Giulio Tremonti. L’unico che gli ha garantito il suo appoggio è stato Ignazio La Russa. Per salvarsi in calcio d’angolo alla fine del suo intervento Fini ha detto di aver solo lanciato delle provocazioni per aprire un dibattito, ma è apparso evidente che le sue posizioni erano ancora molto lontane da quelle del PDL nel suo complesso. Stridente il contrasto invece con gli effetti suscitati dall’intervento del giorno seguente, domenica 27 settembre, tenuto da Silvio Berlusconi in conclusione della festa. Il suo discorso è stato salutato da un applauso entusiasta che è durato ben dieci minuti. Anche se il capo di Forza Italia non ha avuto parole specifiche nei confronti idi Fini, è apparso chiaro che alcuni passaggi del suo intervento erano rivolti a quest’ultimo. Infatti Berlusconi ha parlato della necessità, all’interno di un partito e a maggior ragione di una coalizione, di ascoltare sempre i pareri di tutti. Si può anche dissentire su certi particolari, ma alla fine ci si deve sempre allineare alla volontà della maggioranza. Un chiaro riferimento è stato fatto anche all’alleanza con la Lega Nord, mai messa in discussione da Berlusconi, a differenza di Fini. Nel complesso quindi la festa del Palalido ha dimostrato come in quel momento gli equilibri all’interno della coalizione di governo fossero ben definiti, tutti a favore di Berlusconi, tanto che anche quelli che un tempo erano stati i seguaci di Fini si stavano poco a poco allontanando dalla sua linea di azione. La Festa della Libertà del Palalido, nel complesso, ha dimostrato anche come il Popolo della Libertà fosse ancora fortemente ripiegato su se stesso. Tra gli interventi delle varie giornate non si è infatti notato nessun rappresentante di spicco del mondo culturale e intellettuale italiano, ma sono stati presenti solo amministratori locali e personaggi interni alla coalizione stessa.