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La base del PDL

Una delle più importanti e significative Feste della Libertà che il Popolo della Libertà ha tenuto negli ultimi anni è quella che si tenne presso il Lido di Milano nel 2009, tra il 24 e il 27 settembre. In quell’occasione nella giornata finale ci fu un intervento di Silvio Berlusconi che rimase nella storia della coalizione; in quel periodo storico il Cavaliere di Arcore era al culmine della sua popolarità e sembrava che nulla ne potesse offuscare le sorti.

Sulla Festa della Libertà del 2009 di Milano è stato scritto e detto di tutto: si sono riportati e commentati gli interventi sul palco dei molti, importanti rappresentati nazionali e locali del PDL, e si è analizzato in ogni dettaglio l’intervento del leader Berlusconi. Ma un altro aspetto molto interessante di ogni Festa delle Libertà, e in generale di ogni festa di partito, è soprattutto la gente che interviene, la cosiddetta “base”, ovvero le persone comuni che votano per una fazione politica. È infatti interessante capire che cosa pensano, perché decidono di schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra, che cosa si aspettano dai loro rappresentanti. Alla Festa della Libertà di Milano del 2009 sono intervenute moltissime persone, e altrettanto imponente era il dispiegamento di Forze dell’Ordine, impegnate a mantenere calmi gli animi e a sedare qualunque contenzioso potesse crearsi, anche se in realtà non ce n’è stato bisogno. Ovviamente la folla più grande si è radunata nel pomeriggio di domenica, quando cioè era previsto l’arrivo di Silvio Berlusconi, nel confronto del quale era evidente la presenza di un vero e proprio “culto della persona”. Tra i tanti presenti c’era persino una signora, di nome Luisa, che si proclamava amica intima di Berlusconi e della sua famiglia. Non era una millanteria, in quanto con sé aveva delle fotografie che la ritraevano insieme a vari membri della famiglia Berlusconi. La signora era l’espressione più pura e genuina di una fede politica cieca e quasi infantile, tanta era l’assoluta dedizione che lei dimostrava di avere nei confronti del suo leader. La sua venerazione era però specificatamente indirizzata verso Silvio Berlusconi, più che verso il suo partito: dunque si trattava di una fede politica relativa alla persona, ad una persona che la signora Luisa diceva essere buona, onesta e generosa. Diverso invece il sentimento politico professato dai giovani, in particolar modo da uno dei rappresentati della neonata Giovane Italia, movimento tenuto a battesimo dallo stesso Berlusconi proprio in occasione della festa di Milano. La Giovane Italia univa gli attivisti di Forza Italia e Alleanza Nazionale in modo trasversale, cercando di dare voce ai più giovani aderenti alla coalizione e di creare una nuova mentalità che superasse le divisioni e creasse una nuova realtà. L’intento dichiarato della Giovane Italia era quello di superare la vecchia nomenclatura, facendo partire un’azione di rinnovamento dagli atenei italiani in cui padroneggiavano ancora i “baroni”, esponenti della sinistra che occupavano un ruolo importante solo perché tesserati al partito. I ragazzi della Giovane Italia volevano anche dimostrare di essere portatori di nuovi valori, che la destra non doveva più essere considerata solo e soltanto sinonimo di fascismo, ma che poteva imporsi come nuova forza davvero concorrenziale sulla scena nazionale. Alla festa della Libertà di Milano era presente anche un banchetto di libri, voluto da Ignazio La Russa, che vendeva volumi di varia natura: dai romanzi, tra