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La Festa della Libertà del Lido di Milano – 24/27 settembre 2009

La Festa delle Libertà che il Popolo della Libertà ha organizzato al Lido di Milano nel settembre 2009 è stata la seconda in quello stesso luogo, e si era posta come numero primo di una lunga serie: almeno 1000 Feste della Libertà ogni anno, per riunire il popolo dei vari partiti del polo al fine di creare maggiore coesione ed unità.

La festa del 2009, nello specifico, si è svolta tra il giorno 24, quando è stata inaugurata alle ore 17:00, fino a domenica 27, quando si è conclusa con l’intervento del leader di Forza Italia, e dell’intero Polo delle Libertà, Silvio Berlusconi. Il programma della festa ha visto intervenire anche altri nomi importanti, non solo interni al partito ma facenti parte del panorama istituzionale italiano. Sono infatti stati presenti il governatore Roberto Formigoni, i sindaci Letizia Moratti e Gianni Alemanno, che hanno partecipato all’incontro intitolato “i sindaci d’Italia orgoglio d’Europa”; i ministri Mara Carfagna, Giorgia Meloni, Roberto Maroni, Angelino Alfano e Raffaele Fitto, e a seguire ancora Renato Brunetta, Ignazio La Russa, e molti altri. Tra gli appuntamenti più seguiti, il momento in cui il presidente del Senato Renato Schifani è stato intervistato dal direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Per quel che riguarda il lato del puro intrattenimento, c’è stata molta partecipazione per la reunion de “I Gatti di Vicolo Miracoli”, che hanno tenuto uno spettacolo nella serata inaugurale. A chiudere la kermesse, invece, è stato Silvio Berlusconi in persona, che, come di consueto, per concludere la festa del suo partito ha tenuto un lungo discorso. Le parole di esordio sono state dedicate al suo recente viaggio per il G20 a Pittsburgh. Berlusconi ha parlato soprattutto del suo incontro con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e sua moglie Michelle, ribadendo la battuta, che però era stata poco apprezzata a livello internazionale, sul colore della sua pelle, definito “un po’ abbronzato”. In seguito Berlusconi ha però speso parole lusinghiere per Obama, definendolo un uomo veramente in gamba, cosa che è consolante per tutti visto che si trova a capo di una delle potenze mondiali più forti nel panorama attuale. L’intervento successivo del premier è stato relativamente ai soldati morti in Afghanistan, condannando in particolar modo alcune scritte che erano apparse sui muri di Milano e che in qualche modo sembravano congratularsi dell’uccisione dei militari di Kabul. Quelle scritte sono state attribuite da Berlusconi alla sinistra estremista e all’opposizione in generale, e il leader del PDL ha dichiarato vergognoso un simile atteggiamento nei confronti di coloro che sono morti per la patria. Continuando ad attaccare i suoi avversari politici, Berlusconi ha poi invece ribadito come all’interno del suo partito sussistessero coesione ed armonia, invitando inoltre gli italiani ad essere ottimisti perché, a sua detta, la crisi era ormai passata e il peggio si poteva considerare alle spalle. L’intervento di Berlusconi si è concluso parlando di nuovo del presidente Obama, il quale era apparso sulle televisioni nazionali per spiegare la riforma sanitaria. Questo, ha detto il leader del PDL, sarebbe stato impossibile per lui in Italia, perché tutti sarebbero insorti gridando allo scandalo. Il discorso si è chiuso su un’ovazione della folla, che ha inneggiato a Silvio Berlusconi intonando il coro “Per fortuna che Silvio c’è”.