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Udine e l’uscita di due membri di Forza Italia dal PDL

La notevole confusione politica che si respira a livello nazionale si riflette, spesso e volentieri, anche in ambito locale e comunale, con rappresentanti dei vari partiti che decidono di uscire dai gruppi cui erano appartenuti, per intervenute divergenze di visione. Questo è accaduto anche all’interno dell’amministrazione comunale della città di Udine, dove da tempo era nell’aria l’ipotesi della formazione di un nuovo gruppo politico, che non si è però concretizzata e ha portato solo alla fuoriuscita dal Partito delle Libertà di due rappresentanti di Forza Italia.


L’azione auspicata era che si potesse creare una nuova formazione, che avrebbe avuto come denominazione NCD (Nuovo Centrodestra, creato da Angelino Alfano) – FI: ma questa ipotesi è stata infine smentita in modo definitivo da Enrico Berti, il capogruppo del PDL, che durante una conferenza stampa ha categoricamente escluso che ciò sarebbe potuto avvenire. A questo punto, considerando che a palazzo d’Aronco, per formare un nuovo gruppo, sono necessarie almeno tre persone, a Vincenzo Tanzi e Maurizio Merli, consiglieri comunali di Forza Italia, non è rimasto altro da fare che uscire dal PDL ed emigrare invece nel gruppo misto. Infatti, nel PDL ora restano Lorenzo Bosetti, Enrico Berti e Renzo Pravisano: ma quest’ultimo ha detto chiaramente, più di una volta, che, indipendentemente anche da quelli che potrebbero essere gli sviluppi a livello nazionale, lui non abbandonerà mai il PDL, per rispetto ai suoi elettori. Se anche Bosetti e Berti decidessero di uscire, anche a loro non resterebbe che ripiegare sul gruppo misto. Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Giovanni Nistri, ha d’altro canto dato il pieno appoggio alla scelta di Merli e Tanzi, sostenendo che il PDL è una coalizione ormai obsoleta e superata, e che quindi, per dare spazio a nuove idee, è assolutamente necessario staccarsene. A capo del gruppo misto ci sarà lo stesso Tanzi, il quale è già pieno di proposte da presentare in consiglio comunale per la città di Udine.

Il promo progetto che si intende portare avanti è la costruzione di un hospice all’interno del complesso dell’istituto Gervasutta, opera che viene preventivata con un importo di non oltre 3,2 milioni di euro. Inoltre, si spera anche di poter dirottare su questo progetto anche i fondi messi a disposizione con la legge Bindi del 2002. Il progetto della costruzione dell’hospice è da tempo accarezzato dall’amministrazione comunale di Udine, ma non è mai giunto ad una concretizzazione, e da tempo i malati incurabili attendono una struttura in cui poter ricevere l’adeguata assistenza per poter affrontare al meglio la loro patologia, con cui devono convivere giorno dopo giorno. Il secondo progetto a cui si intende dare seguito consiste nell’affrontare l’emergenza immigrati, soprattutto con l’individuazione di adeguate strutture ricettive in cui essi possano essere ospitati e aiutati.

In questa operazione, appare fondamentale il contributo della Regione, e delle varie associazioni che si occupano dell’accoglienza, e che hanno anche ricevuto dei fondi dalla Prefettura per poter svolgere al meglio la propria attività. Infatti, a livello comunale e regionale, esistono molte associazioni che si adoperano per gli immigrati e i profughi che giungono in Italia, e nell’udinese: il problema maggiore sembra riguardare la loro coordinazione, affinchè le azioni singole non si disperdano nel mare del bisogno, ma possano essere focalizzate tutte in un’unica direzione.Quindi, il gruppo misto è già al lavoro al fine di portare una ventata di novità a palazzo d’Aronco, dando prova di aver preferito la fuoriuscita dal PDL proprio al fine di avere una maggiore libertà di azione.