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Volano gli insulti alla Festa della Libertà del Lido

La Festa della Libertà organizzata al Lido ha visto momenti di tensione, che hanno destato seria preoccupazione tra i presenti. Si è consumata infatti una rissa “fratricida”, quella tra gli ex sostenitori di Forza Italia e gli ex militanti di Alleanza Nazionale. Ciò che ha innescato la violenza è stata la discussione sul programma della Festa, le cui priorità erano viste diversamente dagli ex AN e gli ex FI. Nonostante infatti gli accordi della Camilluccia, siglati da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, ci sono ancora multi punti da chiarire all'interno del Popolo della Libertà fra i vecchi sostenitori degli ex partiti dei due leader politici.

Si è arrivati addirittura agli spintoni e alle mani in faccia, a testimoniare che le tensioni sono andate al di là di qualche parola di offesa tra militanti con idee diverse. Nonostante questi disguidi però la festa settembrina del PdL è stata inaugurata lo stesso. La quattro giorni di festa vedrà intervenire sia Fini che Berlusconi, ma in due occasioni separate. A destare nervosismo tra gli ex militanti di Forza Italia è stata, in modo particolare, la cospicua presenza di banchetti “azzurri” alla festa. Un fatto che apparentemente non dovrebbe essere considerato di grande importanza ma che, evidentemente, alcuni estimatori del vecchio partito del Cavaliere hanno trovato simbolicamente scorretto. Non c'è stata comunque solo la protesta dei militanti presenti perché è intervenuto, con modi assai poco ortodossi, anche Ignazio La Russa. In un modo alquanto esplicito La Russa ha comunicato la sua disapprovazione, sferrando un calcio a un banchetto degli ex AN.

Quando l'atmosfera di tensione sembrava essersi finalmente placata sono arrivate le repliche degli ex azzurri che, dopo l'accaduto, non le hanno mandate di certo a dire. Anche esponenti dell'area FI hanno chiesto spiegazioni riguardo al gesto dell'onorevole La Russa, tra cui Laura Ravetto, la responsabile della comunicazione del Popolo della Libertà. Ma a quanto pare ormai la situazione era fuori controllo, infatti sono iniziati a piovere insulti da entrambe le parti. Un rappresentante dell'area di AN ha consigliato alla Ravetto di farsi qualche camomilla, mentre l'assessore provinciale Paolo Del Nero, di parte FI, ha riconosciuto l'errore del ministro, e ha ammesso che dovrebbe darsi una calmata. Ma proprio l'assessore è diventato il bersaglio di Gianni Stornaiuolo, innescando così una polemica tutta marchiata ex FI. Il consigliere provinciale del PdL, già factotum di La Russa, ha dato del provocatore a Del Nero dando il via a un'altra polemica, con annessa qualche manata e qualche spintone.

La Festa della Libertà non è iniziata insomma nel migliore dei modi, e nonostante le acque si siano calmate in seguito all'intervento dei vertici del partito, restano da chiarire diversi punti oscuri della faccenda. Ma in sostanza si può dire che la tanto pubblicizzata unione del predellino, lanciata fieramente da Berlusconi in occasione della fondazione del Popolo della Libertà, resta, per ora, solo un patto formale. I vertici del partito auspicano che le prossime occasioni di ritrovo si rivelino più pacifiche e che soprattutto la discussione prevalga sulla polemica. La coalizione più importante del panorama politico italiano non può infatti dare un'immagine di sé così negativa, e le incomprensioni fra ex militanti di forze distinte devono venir appianate in favore di un obiettivo comune. Le Feste della Libertà sono l'occasione migliore per il confronto, e non un pretesto per inscenare vecchi rancori, come è purtroppo accaduto al Lido.