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La voce del Popolo della Libertà riparte da Cecina

A Cecina, il 5 settembre, il Comitato provinciale del Popolo della Libertà ha organizzato la Festa della Libertà, un avvenimento per celebrare un partito che resta presente sul territorio nazionale nonostante i tempi difficili. I moltissimi elettori di destra che vogliono far valere la loro scelta, e dimostrare che gli Italiani hanno ancora bisogno di un partito come il PdL, hanno avuto l'occasione per riunirsi e discutere sugli ultimi episodi che hanno interessato la vita politica italiana.

Il comitato organizzatore dell'evento, oltre al simbolo del Popolo della Libertà, ha aggiunto nei manifesti e volantini l'emblema di Forza Italia, il primo partito fondato da Silvio Berlusconi nel 1994. Un chiaro segnale per tutti quei militanti di destra che vorrebbero ritornare a quel periodo politico. Il Popolo della Libertà nel 2009, l'anno della sua fondazione, ha rappresentato una svolta per la politica italiana, grazie allo spirito di unione che ha caratterizzato tutte le formazioni del centro-destra. La coalizione che ha interessato Forza Italia, Alleanza Nazionale, DC per le Autonomie e Nuovo Psi, ha infatti creato una realtà politica in grado di far valere la sua voce a dispetto dei particolarismi e dei sottopartitini. Emblematica in tal senso fu la celebre svolta del predellino operata da Silvio Berlusconi, e atta a riunire sotto un unico tetto tutte le fazioni in cerca di un'aria nuova per l'ambiente politico italiano. La proposta del leader del Pdl andava a suffragare l'idea del grande partito unico moderato, che da tempo aleggiava all'interno dei partititi italiani di centro e di destra. Contrastare insomma la sinistra facendo valere il modello del Partito Popolare Europeo, l'organo che racchiude le forze conservatrici, democristiane e moderate di tutta Europa.

Livorno è sempre stato un centro importante di aggregazione per il partito del Cavaliere, luogo che ha visto inoltre l'organizzazione del congresso del 2012. Un'occasione, quella dello scorso anno, in cui è stata confermata la classe dirigente del partito. Ciò dovrebbe portare i militanti livornesi, insieme agli elettori di destra tutti, a non tornare indietro con i ricordi e a non azzardare dei passi all'indietro che non porterebbero a nulla. Perché se questa è l'idea dei più nostalgici tra i sostenitori di Berlusconi, nulla vieterebbe a democristiani, ex militanti di Alleanza Nazionale ed ex socialisti di fare il medesimo passo indietro e ritornare a realtà politiche antecedenti alla fondazione del 2009. Il 5 settembre è stata quindi una giornata importante per il PdL, in cui si è rinnovata la volontà di stare uniti in nome di un obiettivo comune. Sono tanti ancora i problemi che attanagliano questo paese, a cominciare dalle istituzioni che abusano del loro potere fino alla lotta, che si consuma ovviamente a suon di voti, in nome della libertà dal socialismo che attanaglia la regione Toscana. L'obiettivo resta quello di puntare ai problemi reali che interessano tutto il paese, senza farsi trascinare da facili populismi ed evitando propagande fazionistiche, mai come ora inutili. Si invoca invece a gran voce un cambiamento che deve interessare la politica italiana in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, in cui il Popolo della Libertà dovrà farsi trovare preparato a fronteggiare le compagini politiche improvvisate che si sono levate in queste ultimi anni dal polverone politico italiano. Soprattutto qui a Livorno si sente la necessità di andare oltre gli schemi del vecchio conservatorismo di sinistra, per tornare a una politica attiva e veramente presente sul territorio.